Chi siamo

Mi chiamo Carmen Settanta, sono siciliana ma mi sento torinese d'adozione. È proprio a Torino che sono diventata una psicologa-psicoterapeuta. Mi sono specializzata nel trattamento dei disturbi alimentari grazie ad un dottorato di ricerca, oggi sto conseguendo il titolo di insegnante di mindfulness clinica e sono insegnante abilitata di mindful eating i-EAT MEPT. Nella mia esperienza mi sono accorta di come chi ha una sofferenza con il proprio corpo e vede il cibo come un nemico, può iniziare a fare pace con alcune parti di sé, se inizia a farsi alleati l'accoglienza, la compassione, il perdono e la consapevolezza. Per me il cibo è un'opportunità, quella di nutrirmi, di godere dei sapori, di comunicare con gli altri e creare unione. Il mio piatto preferito è la pasta (spaghetti preferibilmente!) al pomodoro e basilico che mi ricordano il colore della vivacità della mia terra, quell'esplosione di gusto che ricerco molto spesso quando mangio.

Mi chiamo Sara Carletto, sono nata a Torino. Di lei mi piace tutto: la posizione a ridosso delle montagne, i parchi, la cioccolata. Qui vivo, dunque, e qui ho iniziato i miei studi, che non sono ancora finiti: ho conseguito una laurea in psicologia e un dottorato di ricerca; sto attualmente frequentando un master in Mindfulness clinica e   la scuola di psicoterapia. Per quanto riguarda il lavoro, mi divido tra la ricerca universitaria e l’attività di psicologa, più tanti altri impegni connessi. Amo la vita, sia dentro - tutto quello che succede nella mente e nel cuore - che fuori: i viaggi, il buon cibo, soprattutto la frittata di patate, e poi i libri, gli amici, il mare.
Per me il cibo è nutrimento per la mente oltre che per il corpo. Perchè nutrirsi non è solo saziarsi: è molto, molto di più. Il cibo è anche un piacere, quello del godere del gusto e dell'energia che questo sprigiona.

Mi chiamo Francesca Malandrone e sono nata e cresciuta a Torino, una città che mi ha regalato le persone a me più care, gli studi per diventare psicologa, la scuola di specializzazione in psicoterapia e le castagne. Le castagne - soprattutto le caldarroste - occupano un posto speciale nel mio cuore: hanno un sapore delizioso e sono una metafora. Per gustarle al meglio bisogna prepararle con cura, ravvivare il fuoco, attendere che la cottura sia ottimale, sbucciarle lentamente facendo attenzione a non scottarsi le dita. È un frutto che si esplora con tutti i sensi, dal profumo inebriante al suono della buccia che si spacca e ne rivela il colore dorato. Per me il cibo è esperienza e occasione di incontro con gli altri e con noi stessi, un'opportunità di ascoltare il nostro corpo, di godere quel particolare momento, di capire qualcosa in più su chi siamo e che cosa ci piace davvero.